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🗺️ Museo Civico Archeologico “A. C. Simonini”

Il Museo Civico Archeologico, intitolato all’artista castelfranchese Anton Celeste Simonini, fu inaugurato dal Comune nel 1999 per conservare i reperti rinvenuti fin dalla metà dell ‘800 sul territorio, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna e l’allora Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali (IBC). Nel corso degli anni intervennero alcuni cambiamenti nell’allestimento dell’esposizione museale a seguito anche di diverse attività di scavo archeologico e di ricerca in area urbana e non (principalmente in Via Peschiera, Via Canale e Piazza Aldo Moro).

Tra il 2009 ed il 2011 il Museo ha conseguito il prestigioso titolo di “Museo di qualità” dall’IBC, oggi Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.

Dal 2021 il Museo ha ampliato il numero dei reperti esposti e riorganizzato completamente le modalità espositive: il percorso museale attuale, organizzato su base cronologica e per contesti territoriali, è stato progettato per consentire al visitatore contemporaneamente di ripercorrere l’intera evoluzione delle vicende legate al popolamento del suo territorio ed incentivare l’attenzione sui reperti esposti, grazie alla predisposizione e all’utilizzo di nuovi apparati tecnologici all’avanguardia.

Il nuovo Museo è costituito da 4 sale espositive, differenziate per epoca storica, e dal salone d’ingresso principale, nel quale è rappresentata la linea del tempo ed è stato predisposto un grande videowall su cui sono raffigurati in motion i siti archeologici di Madonna degli Angeli, della Mansio romana posta lungo la via Emilia, della città Borgo Franco in epoca Medievale, dei siti etruschi del Forte Urbano e del deposito di lingotti di Riolo “Aes Signatum”.

🗺️ Chiesa San Giacomo di Castelfranco Emilia

Collocata a sud della Via Emilia, tra le vie Zanasi e Tarozzi, la chiesa di San Giacomo costituiva nell’antichità la seconda parrocchia di Castelfranco. Non è certa la data di costruzione, anche se pare esistente già dalla fondazione del Borgo Franco; certa invece è la dipendenza della Chiesa di San Giacomo dalla Chiesa di Santa Maria Assunta. Già alla fine del ‘200 Castelfranco risultava divisa in due parrocchie (Santa Maria a nord della Via Emilia e San Giacomo a sud), ognuna delle quali con un proprio cimitero. Nel 1527 i Lanzichenecchi, guidati dal Duca Borbone, distrussero sia la chiesa di San Giacomo sia il convento Agostiniano; la chiesa fu poi restaurata nel 1568 dal Guarnaschelli. Solo nel 1923 l’arcivescovo di Bologna decise di riunire Santa Maria Assunta e San Giacomo in una sola parrocchia, quella di Santa Maria Assunta.

La chiesa di San Giacomo è stata ingrandita e restaurata più volte; da ricordare l’importante intervento di restauro della facciata nel 1910 a spese di Monsignor Vincenzo Tarozzi. Nel secondo dopoguerra, poi, a causa di notevoli restauri, la chiesa restò chiusa fino al 1971. In essa è conservato un organo di grande valore (fabbricato nel 1743 da Domenico Traeri e restaurato nel 1987) che rende la chiesa, unitamente alla notevole acustica dei locali, un locale adatto a concerti musicali. Composta da una sola navata, la chiesa accoglie, tra le opere collocate sugli altari laterali, la statua di San Nicola dello scultore Scandellari e il dipinto raffigurante la Beata Vergine di Loreto della pittrice Elisabetta Sirani. Il campanile di stile romanico, a pianta quadrata, conserva inalterata la struttura originale.

🗺️ Chiesa Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia

La Chiesa di Santa Maria Assunta è la chiesa più antica di Castelfranco, nonché principale luogo di culto della città. Costruita tra il 1226 e il 1232, quando Papa Gregorio IX autorizzò il trasferimento della Chiesa di Santa Maria di Ambliano all’interno delle mura del Borgo Franco, ovvero l’odierna Castelfranco, inizialmente era più piccola e presentava un’unica navata; nel 1692 l’edificio, ormai deteriorato, viene sostituito da una nuova chiesa, terminata nel 1704. Con la ristrutturazione di fine Ottocento vengono aggiunte le due navate laterali, ingrandito l’abside, abbattuto il portico sul lato sud e aperte due nuove porte sulla facciata, in corrispondenza delle navate.
La facciata viene ridisegnata da Edoardo Collamarini nel 1914; il campanile, realizzato a fine Seicento, viene riedificato nel 1921.

Dentro alla Chiesa, il secondo altare sulla navata sinistra è dedicato al patrono del Paese, San Donnino, che si festeggia il 9 ottobre; sotto all’altare sono custodite le spoglie di San Prospero, donate da Papa Benedetto XIV nel 1750 ai castelfranchesi membri della confraternita del suffragio durante un pellegrinaggio a Roma.

Nella Chiesa sono presenti le seguenti opere dell'artista castelfranchese Angelo Tavoni: il bassorilievo in terracotta "Ultima cena", i bassorilievi in terracotta "Battesimo di Cristo" e "Resurrezione di Cristo" sopra la porta d’ingresso, e il bassorilievo in terracotta patinata "Consacrazione della Chiesa di Santa Maria Assunta".

🗺️ Biblioteca Comunale "Lea Garofalo"

La Biblioteca Comunale, intitolata a Lea Garofalo, ha sede nell’edificio principale dell’ex distilleria Bini, uno stabilimento enologico fondato dai fratelli Anselmo, Giovanni e Mario Bini nel 1924.

Nel dopoguerra l'azienda Bini ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo economico di Castelfranco Emilia, arrivando a occupare fino a duecento dipendenti; la famiglia fu molto attiva anche nel campo dell'assistenza sociale, finanziando in particolare il locale orfanotrofio. L'attività industriale proseguì sino alla fine degli anni sessanta.

Oltre al corpo principale, del complesso sono ancora visibili anche la centrale frigorifera e l’importante ciminiera di mattoni; nell'insieme, gli edifici danno forma a un articolato complesso di archeologia industriale, nel quale troviamo allineati da ovest ad est la casa padronale, gli uffici amministrativi, i reparti di produzione e stoccaggio del vino e l'imponente camino.

Oggi l’edificio principale ospita la Biblioteca Comunale: entrando è possibile ammirare la struttura originale, lasciato a vista dai lavori di riqualificazione.

La Biblioteca è organizzata in un open space, con il patrimonio collocato principalmente a scaffale nel salone centrale, e in parte sui soppalchi, realizzati per sfruttare al meglio lo spazio anche in verticale; completano il piano dei servizi una sala conferenze, una sala meeting interna e una sala studio tranquilla e silenziosa dedicata anche alla consultazione. Una parte del patrimonio è stata raggruppata in aree tematiche, per rendere più fruibile ed amichevole la ricerca dei libri.

Al primo piano del corpo di ingresso è conservata la collezione della fototeca comunale, composta da circa 10.000 fotografie databili dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, divise in 3 fondi: il fondo storico, in corso di catalogazione; il fondo moderno, che documenta la vita della città dalla metà del Novecento in poi; e il fondo “Anton Celeste Simonini”, che conserva le fotografie raccolte dall’artista nella sua attività di collezionista e appassionato di storia locale.

La Biblioteca aggiorna con continuità il proprio patrimonio e le novità sono esposte in evidenza in tutte le sezioni; i bibliotecari sono sempre a disposizione per qualsiasi necessità!

🗺️ Fontana del Tortellino

Un piccolo quadrato di pasta all'uovo con ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, noce moscata, pepe e sale è da sempre l'emblema della tradizione culinaria castelfranchese. Eccolo il tortellino ripiegato e attorcigliato con cura su se stesso dalle mani della massaia e mangiato in brodo come vuole la tradizione.

La piccola delizia, ammirata tanto quanto invidiata, ha ispirato e coinvolto non solo attenti degustatori e chef giunti da oltre oceano, ma anche tredici scultori emiliani chiamati a cimentarsi in un monumento dedicato a questa celebre specialità culinaria.

Il 3 settembre 2005, presso la sala del Consiglio Comunale, un'apposita commissione giudicatrice ha votato, con voto segreto e a maggioranza, il monumento al tortellino tradizionale di Castelfranco Emilia.

La commissione, presieduta dal sindaco Sergio Graziosi, ha espresso la propria preferenza per l'opera del pavullese Giovanni Ferrari.

Il monumento, in bronzo patinato, cemento e travertino, è stato finanziato dall'Associazione La San Nicola e dalla Dotta Confraternita del Tortellino di Bologna e collocato, grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale, in Piazza Aldo Moro.

🗺️ Oasi faunistica di Manzolino

📓 Ex cassa di espansione del Canale di San Giovanni, oggi area SIC/ZPS per uccelli palustri, anfibi e mammiferi.

🗺️ Villa Sorra

📓 Villa storica con parco romantico ottocentesco, esempio unico di paesaggio agrario pre-industriale in Emilia.

🗺️ Ex Frigo Bini

ex frigo bini

🗺️ Piazza Garibaldi

Già dalla sua fondazione, Castelfranco Emilia, caratterizzata da un tessuto urbano composto da isolati tutti uguali, era priva di una vera e propria piazza. Per molti secoli fu la Via Emilia a svolgere funzioni di spazio aperto, delimitato com'era da edifici lungo i suoi lati. È solo attorno al 1780 che comparve uno spazio definito come "piazzale scoperto", che occupava metà dell'attuale Piazza Garibaldi. L'altra metà era occupata dall'Oratorio di San Giuseppe e dal cimitero annesso.
Nel 1796, con l’arrivo a Castelfranco dell’esercito napoleonico, l’Oratorio e il cimitero vengono chiusi al culto e quindi abbattuti, consentendo all’inizio dell’Ottocento di raddoppiare la piazza in lunghezza (circa venti metri per ottanta).
Al centro della piazza è posta la fontana pubblica detta “Fonte Garibaldi”, realizzata nel 1886 su progetto dell’ingegnere Modoni.

nel 1993 l’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna ha indagato una vasta area a ridosso delle antiche mura del Borgo Franco fondato dal Comune di Bologna nel 1227, portando alla luce un’area di insediamento medievale; in questa occasione, è stato possibile rinvenire anche nell’attuale piazza Garibaldi numerosi reperti che testimoniano l’evoluzione urbana del centro storico a partire dalla sua fondazione, tra cui spicca un frammento di lapide funeraria, datato 1302, con iscrizioni in caratteri gotici e un leone rampante. Molti dei reperti recuperati in questa campagna di scavo sono oggi conservati presso il Museo Civico Archeologico “Anton Celeste Simonini”, situato a poca distanza dalla piazza.

🗺️ Casa Gotica

L’edificio, conosciuto come “casa gotica”, è un esempio di abitazione del primo Quattrocento.

Nel 1699 l’edificio venne adibito a forno pubblico, fino al XVIII secolo, quando passò alla proprietà Reggianini e torno ad essere residenza.

Sulla facciata principale si possono distinguere resti di monofore ad arco acuto e davanzali in cotto a denti di sega.

🗺️ Madonna del voto

Realizzata nel 1641, la statua è opera dello scultore Clemente Molli, su commissione dell’arciprete Cristoforo Masini; innalzata sulla colonna a fianco della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, lungo la via Emilia, è uno dei simboli della città di Castelfranco, e rappresenta uno dei segni della devozione popolare più cari ai castelfranchesi.

L’appellativo “Madonna del Voto” deriva dal fatto che il monumento fu eretto in segno di ringraziamento nei confronti della Vergine, che aveva salvato Castelfranco dalla terribile pestilenza del 1630.

nel 1798, dopo l’arrivo dell’esercito napoleonico, la statua è stata temporaneamente rimosso da questa sede; nel 1817, quando la città viene colpita da una nuova epidemia, l’arciprete vicario Luigi Sanmaria decide di ricollocarla in questa sede spinto dalla richiesta dei cittadini.

Secondo la tradizione popolare, la Madonna avrebbe successivamente salvato Castelfranco anche dall’epidemia di colera del 1855.