Piazza Garibaldi
Già dalla sua fondazione, Castelfranco Emilia, caratterizzata da un tessuto urbano composto da isolati tutti uguali, era priva di una vera e propria piazza. Per molti secoli fu la Via Emilia a svolgere funzioni di spazio aperto, delimitato com'era da edifici lungo i suoi lati. È solo attorno al 1780 che comparve uno spazio definito come "piazzale scoperto", che occupava metà dell'attuale Piazza Garibaldi. L'altra metà era occupata dall'Oratorio di San Giuseppe e dal cimitero annesso.
Nel 1796, con l’arrivo a Castelfranco dell’esercito napoleonico, l’Oratorio e il cimitero vengono chiusi al culto e quindi abbattuti, consentendo all’inizio dell’Ottocento di raddoppiare la piazza in lunghezza (circa venti metri per ottanta).
Al centro della piazza è posta la fontana pubblica detta “Fonte Garibaldi”, realizzata nel 1886 su progetto dell’ingegnere Modoni.
nel 1993 l’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna ha indagato una vasta area a ridosso delle antiche mura del Borgo Franco fondato dal Comune di Bologna nel 1227, portando alla luce un’area di insediamento medievale; in questa occasione, è stato possibile rinvenire anche nell’attuale piazza Garibaldi numerosi reperti che testimoniano l’evoluzione urbana del centro storico a partire dalla sua fondazione, tra cui spicca un frammento di lapide funeraria, datato 1302, con iscrizioni in caratteri gotici e un leone rampante. Molti dei reperti recuperati in questa campagna di scavo sono oggi conservati presso il Museo Civico Archeologico “Anton Celeste Simonini”, situato a poca distanza dalla piazza.
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